Quando nel lontano 1970, giovane batterista dei Dik Dik, cercavo un luogo dove ritemprarmi tra una tournée e l’altra, approdai un po’ per caso a Pantelleria. Non fu amore a prima vista: l’isola come una bella donna, non mostra subito le sue bellezze, ti respinge, vuole essere conquistata un poco alla volta con delicatezza, solo allora rivela il suo mondo unico, fatto di mare tra i più belli del Mediterraneo, con le mille cale e grotte, una montagna dove in autunno si vanno a raccogliere tra i boschi i funghi porcini, un lago con fanghi termali e poi ancora acque calde nel mare, un altopiano verdissimo con specie vegetali autoctone ed infine il cibo a base di pesce e di aromi il cui profumo ci ricorda la vicina Africa. Nel tempo molti amici sono venuti a trovarmi, a loro ho cercato di trasmettere quelle sensazioni che avevo mediato nei miei lunghi periodi di permanenza, ed è forse questa la filosofia che sta alla base del “Club Levante”: dare all’ospite che si ferma anche per un breve periodo la sensazione di esserci già stato, di conoscere, attraverso la nostra esperienza, tutto quello che l’isola può offrire, senza mai provare quella fastidiosa sensazione di “nuovo arrivato”. Il Club Levante è situato nella parte più bella dell’isola, vicinissimo al mare, lo domina e lo sovrasta grazie all’orografia del terreno che sale velocemente verso il grazioso paesino di Tracino con ampie terrazze che vi daranno la sensazione di essere in campagna pur essendo a pochi metri dal mare. Le camere sono ricavate da antichi dammusi in pietra, con terrazze (ducchene) attrezzate e con vista sulla cala, inserite in un esteso giardino tra vigneti di zibibbo e buganvillee. A Pantelleria potrete praticare varie attività ricreative: immersioni, passeggiate (anche a cavallo), serate in discoteca, altrimenti potrete rilassarvi al bordo della piscina o trascorrere la giornata in barca, ma presto scoprirete che il ritmo del Club Levante è un po’ “Caraibico”: il rito della colazione insieme al mattino, l’ozio all’imbrunire e la cena (a base di pesce freschissimo e di prodotti locali di nostra produzione) come momento di incontro e relax, avranno assorbito già molto tempo, tranne che agli irriducibili “agitati”, che considerano “l’otium” dei romani una forma di peccato, ai quali

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